Libera lo splendore prigioniero. Il tentativo è quello di attivare delle volontà, di far partire una scintilla che, raccolta da chi ci segue, crei una scarica permanente, un flusso. Verrà il momento in cui tutti gli sconvolgimenti cosmici si assesteranno e l’universo si aprirà per un attimo, mostrandoci quello che può fare l’uomo.
lunedì 19 gennaio 2009
sabato 17 gennaio 2009
QUELLA CERTA SENSAZIONE

Se il libro più gettonato della biblioteca della mia scuola media era ( sto parlando dei primi anni settanta ) ' Non è Terrestre ' di Peter Kolosimo; ci sarà un perché. Se un film come Matrix abbia avuto un così grande successo per via di quella SENSAZIONE di Neo, che hanno molti esseri umani: 'che nel mondo ci sia qualcosa che non quadra'; ci sarà un perché.
Eppure, sebbene la scienza dia in continuazione le sue risposte (parziali quando non errate) a tutte le richieste dell'umanità; nel singolo essere umano questa SENSAZIONE rimane. D'altronde non è così facile dare una risposta a una SENSAZIONE. Per dare una risposta bisogna che prima ci sia una domanda, e questa domanda deve descrivere il più esattamente possibile questa SENSAZIONE. Se la domanda non è corretta anche la risposta, inevitabilmente, sarà sbagliata. Questo è un punto cruciale oserei dire il più terribile; che tutti i Maestri e anche Fulcanelli hanno sottolineato mettendo in guardia e addirittura scoraggiato quelli che si avvicinavano per mera curiosità."Siete disposti ad accettare il fatto che oggi siete una persona e domani sarete un'altra persona? "
Tutti i Maestri hanno fatto questo. Anche Gesù, l'Uomo-Dio, quando ha incontrato alcuni pescatori. L'essere umano non ama il cambiamento, lo percepisce come un sorta di morte, ed è strano perché la maggioranza delle persone, in questo mondo, è Cristiana e nell'insegnamento del Cristo questa cosa è chiarissima: ' Se non muori non puoi rinascere'- -'Il seme di grano, deve morire per dare nuovi frutti'.
mercoledì 14 gennaio 2009
LA SALAMANDRA

Quando mi riferisco alla Salamandra – cfr. http://www.dnamagazine.it/ - , alcuni sanno benissimo cosa intendo, altri invece no, per cui è bene ricordarlo. Evitando di riferirmi ad archetipi religiosi, per usare un linguaggio indifferenziato e laico, si tratta di un “Superspettro Magnetico” presente e agente nel nostro piano immanente e, probabilmente, operativo sia nell'inconscio collettivo sia all’interno del Campo di Plank.
Abituati come siamo ad archetipizzare anche Berlusconi, oggi si crede in certi ambienti guenoniani che siano gli Arconti ad avere in mano le redini, ma non è proprio così. Loro sono anch’essi usati da questa forza, come lo sono le entità che noi chiamiamo aliene, come ad esempio i cosiddetti “grigi”, veri e propri Tulpa - creazioni mentali secondo tecniche magiche tibetane - che hanno preso vita in corpi-golem. La verità è sempre stata lì, facilmente raggiungibile, e se non fossimo stati distratti dal velo d'Iside, l’avremmo facilmente veduta. Se questo sembra assurdo più di tutte le teorie cospirative che sono presenti sul panorama, è solo per via del fatto che si è ancora abitati a ragionare dualisticamente. Per poter vedere molto chiaramente la situazione, occorre non schierarsi. Mi spiego meglio. Se investigando un problema, mi mettessi dalla parte dello scettico a priori, compirei un grave errore perché per dare ascolto al mio senso scettico, non procederei nemmeno con l’inizio delle indagini, e perderei frammenti di informazioni e dati preziosi. Mentre, se credessi a tutto quello che vedo e sento, compirei un altro grave atto di disturbo al segnale/flusso generato dal mio intuito. La posizione migliore per poter indagare, è quella neutra. Un terzo punto di vista e osservazione separato e ben distinto dai primi due, a tutti i livelli. Una postazione centrale dalla quale non vengono coinvolti i quattro piani dell’esistenza: quello Materiale, quello Mentale, quello Emozionale e quello della Volontà (Fuoco, Acqua, Aria, Terra). Insomma attivi, ma non coinvolti. Fusi col mondo ma non confusi. Allora sì che si diventa realmente liberi, perché in questo modo non si è manipolabili da alcuno e in particolar modo dal Superspettro Magnetico che io chiamo La Salamandra. È questo ciò che intendeva Gesù quando diceva di guardarsi dal Signore delle Mosche, dai prìncipi dell’aria. Diceva “Se il tuo occhio sarà UNO, allora il tuo corpo sarà Luce.” Se il tuo punto di vista, e osservazione rimane fermo e distaccato dallo schieramento duale, e perciò non prendi posizioni arbitrarie, allora il tuo intuito comprenderà immediatamente come stanno davvero le cose, e in questo modo sarai luce, o portatore di Luce (verità). Perciò, vuoi la “verità”? Non schierarti. Osserva e basta.
Tutto è duale; tutto è polare: per ogni cosa c’è una coppia di opposti. Come simile e
dissimile sono uguali, gli opposti sono identici per natura e differiscono solo di grado.
Così gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità e ogni paradosso
può essere conciliato. Ermete.
Per questo ho scelto il cammino esoterico, perché è un lavoro serio su me stesso, ma Cristocentrico. Le parole dell’Uomo-Dio, le ho potute testare sulla mia vita e sono davvero oro filosofale, per quanto sono potenti. Non sono affatto d’accordo su chi lo definisce un mito immaginario utile a chi vuole renderci sudditi di poteri terreni, come lo sostiene quel panzone di David Icke (sempre gli inglesi di Sua Maestà, sempre loro gli iconoclasti dell'era moderna, i nostri inveterati nemici sin da Enrico VIII). La parola di un uomo resiste una giornata. La parola di Cristo resiste, nonostante tutto, da 2000anni.
VAMPIRI DELLO SPAZIO INTERNO

Non è da ieri che dico che gli inganni lavorano a molteplici strati e dimensioni e probabilmente quando lo dico non mi si prende sul serio. Liberi di non crederlo, per carità, non impongo a nessuno ciò che penso, tuttavia questa mia è una constatazione di un altro fenomeno che alimenta lo stato illusorio della vita di tutti i giorni, e come questo inganno lavori infimo, silenzioso, e si annidi nei pensieri e nelle azioni umane guidandole senza che nessuno ne sia consapevole. Perciò oggi vorrei analizzare questo comportamento “automatico” di rigetto, che è insito in ognuno di noi. Anche in coloro, anzi soprattutto in coloro che si definiscono “liberi” e “svegli” dal “sonno” in cui in realtà ci troviamo. Eh sì, perché gli esseri umani sono incapaci di uscire da quel recinto creato in virtù di un processo di acculturazione secolare, e restarne definitivamente fuori. E anche se fosse possibile, una volta usciti sono di nuovo spinti ad entrarne in un altro, e in un altro ancora, in una sorta di loop meccanico.
In questi anni, nonostante il gran carosello mediatico, ho cercato di mantenere stabile un punto d’osservazione: il mio. Non schierato, ma semplicemente il mio. E non ho potuto fare a meno in questo modo di osservare l’andazzo del “grande circo” cospirativo, basato per la maggior parte sullo “stare di qua” o sullo “stare di là”, io sono un “amico” tu sei un “nemico” e via discorrendo. Un ambiente dal quale me ne sono orgogliosamente tirato fuori.
Sarà stato il mio periodo di transizione psicoanimica, che ringrazio di aver sperimentato perché mi ha insegnato molto; sarà stato il tentativo non riuscito di essere fagocitato da parte di un manipolo di personaggi strani, parecchio potenti, che volevano asservirmi al loro volere; sarà che tutto questo è più allucinatorio dell’allucinazione prodotta dalla stessa allucinazione che è la “realtà”, ma sono ben felice di essermene tirato fuori, e di aver cominciato a sondare terreni più nobili e fertili come la conoscenza di me stesso. È stato quando ho aperto gli occhi per davvero che ho compreso che il “balletto della cospirazione in atto” è un gioco al massacro che avrà solo gravi conseguenze in un futuro molto prossimo, e fino ad ora nessuno, e sottolineo nessuno, si era mai posto il problema, sottoscritto a parte, di proporre delle soluzioni all’evoluzione del nostro essere interno che è potente oltre ogni limite. Ne ho testimonianza personale di questo potere. L’ho visto attuarsi su di me, quando sentivo che il mio corpo stava per abbandonarmi trasformandosi.
Come mai quindi? Voglio dire, sono tutti così impegnati come dicono a ricercare la verità, che non si sono accorti che non esiste alcuna verità, poiché l’unica e la sola è riposta dormiente dentro di noi. Qualcuno disse: il regno di Dio è dentro di te. Non ci sono altre verità da scoprire, poiché quelle esterne, sono solo il disperato tentativo della matrice di difendere se stessa, a molti livelli e dimensioni.
Ma comprendo bene che impartire questo suggerimento, toglie fiato e soprattutto potere a coloro che invece vogliono continuare ad urlare un grido che nessuno ascolterà. Toglie ego e potere a coloro che hanno costruito il simulacro della loro immagine egoica, che ovviamente difendono, mordendo anche e di santa ragione, tanto è la minaccia che vedono in questo tipo di ragionamento. C’è un atteggiamento assolutamente meccanico in tutto questo. Parlano di unione, di collaborazione, ma nessuno davvero lo fa. La collaborazione dura l’istante in cui supporti il loro gioco.
Se avete delle erbacce nel vostro giardino, sarebbe bene strapparle via alla radice perché quelle continuerebbero a crescere, rovinandovi il raccolto. Quello che stiamo vivendo è un problema molto
simile. Direi che la nostra, più che un’operazione di informazione, dovrebbe essere un’operazione di
giardinaggio: niente di più che una sana POTATURA.
Agli uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo. Eraclito.
lunedì 12 gennaio 2009
AL FILOSOFO DI VALLERANO (vt)

Senza vis polemica mi rivolgo al passato amico di formidabili discussioni e profonde condivisioni. Il cammino dello spirito pone gerarchie, non qualitative ma funzionali. Il pellegrino di mille contrade conosce la fatica del passo, il pericolo del buio e la gioia della visione. Il vecchio pellegrino non è mai stanco perché conosce mille taverne per rifocillarsi, e gli basta un minuto per capire chi gli sta di fronte. Perciò può insegnare al giovane aspirante il ritmo, la cadenza, i segnali necessari a viaggiar spediti e senza intoppi. Bisogna provare per conoscere e la conoscenza è viscerale, la senti dentro. Quello che so non l'ho imparato ne a scuola ne sui libri, ho sentito, veduto, masticato, sperimentato, sofferto. Ho incontrato sbroccati, mitomani, cialtroni, mistificatori, saggi e folli e da tutti ho ricevuto un frammento di verità, da tutti ho percepito la sofferenza nascosta. Ho una sola certezza: Dio.
domenica 11 gennaio 2009
Nicolás Gómez Dávila

Le opinioni filosofiche del giovane possono interessare solo alla sua mammina.
Ogni perfezione è perfetta, ma c’è una gerarchia di perfezioni.
La Bibbia non è la voce di Dio, ma dell’uomo che lo incontra.
L’istruzione sembra importante finché non incappiamo in stupidi istruiti.
Il poeta ricerca metafore nuove – il teologo tenta di calibrare meglio le proprie.
Non bisogna disperare dell’ateo finché non adora l’uomo.
Civiltà è tutto ciò che l’università non può insegnare.
Dalla terribile approvazione degli imbecilli il destino protegge soltanto i difensori di cause perse.
La borghesia, nonostante tutto, è stata l’unica classe sociale capace di giudicare se stessa. Tutti i critici della borghesia si nutrono di critiche borghesi.
Allo stupido le più alte attività spirituali sembrano sempre parassitarie. Il grado di civiltà di una società si misura dal numero di parassiti che tollera.
La civiltà non è una successione infinita di invenzioni, ma il compito di assicurarne la durata.
La stessa dottrina deve servire nella luce meridiana come negli istanti lividi. È verità solo ciò che vale indistintamente per l’anima afflitta e per quella esultante.
Un’anima senza disciplina si dissolve in una bruttezza di larva.
L’apologetica deve mescolare scetticismo e poesia. Scetticismo per strangolare gli idoli, poesia per sedurre le anime.
La pace religiosa non è la pace del problema risolto, ma dell’amore accettato.
La religione non spiega nulla, complica tutto.
L’individualismo degenera in beatificazione del capriccio.
Lo Stato moderno esige complici.
Il giornalista sceglie i propri temi – i propri temi scelgono lo scrittore.
Il credente sa come si dubita, il non credente non sa come si crede.
Chiunque si senta portavoce dell’opinione pubblica è stato schiavizzato.
L’etica entusiasma il non credente, mentre il credente semplicemente si rassegna alla morale.
La volgarità non consiste tanto nel non rispettare ciò che non merita rispetto, quanto nel rispettare ciò che non lo merita.
L’estetico è la manifestazione sensibile e profana della grazia.
L’uomo moderno è un prigioniero che si crede libero perché evita di toccare i muri della cella.
Ciò che commuove è sempre metafisico.
Chi è schiavo di tutto proclama la propria autonomia.
L’unica definizione di virtù che non rende attraente il vizio è quella di sant’Agostino: Virtus non est nisi diligere quod diligendum est.
Ciò che l’uomo si propone è sempre noioso, ma ciò che ottiene a volte sorprende.
La “Torre d’avorio” ha una pessima fama tra gli abitanti di tuguri intellettuali.
Nessuno disprezza tanto la stupidità di ieri come lo stupido di oggi.
La liturgia cattolica è stata riformata affinché il calore della folla possa covare l’uovo del Grand-Être comtiano.
Per meschina e povera che sia, ogni vita possiede istanti d’eternità.
Contro la convocazione di Dio l’uomo fa ricorso al proprio fango.
L’imbecille non rifiuta i luoghi comuni perché sciocchi, ma perché comuni.
Intelligente è solo colui che non teme di essere d’accordo con degli stupidi.
Lo storico può scrivere una storia di ciò che odia, ma non di ciò che disprezza.
Certi storici sembrano ritenere che Atene sia interessante perché importava grano ed esportava olio.
Le cose superiori ci mettono sempre a disagio: la bellezza o la bontà, il genio o Dio.
La nozione di ideologia è un’invenzione ideologica della volontà di umiliare ogni grandezza.
Intelligenza senza pregiudizi è solo quella consapevole dei propri.
Nessuno che conosca se stesso si può assolvere.
Oggi dirsi “cristiano” è spesso un modo per indicare che non si combatte il cristianesimo dall’esterno, ma dall’interno.
Si invoca il determinismo per esorcizzare la grazia.
Il prodotto dell’individualismo dottrinario dell’Ottocento è l’uomo-massa del Novecento.
Quando l’officiante dichiara che la liturgia non intende agire sugli dèi ma sui fedeli, il culto perde ogni significato religioso e si trasforma in terapia collettiva.
Gli imbecilli un tempo attaccavano la Chiesa, oggi la riformano.
I “filosofi della storia” hanno la pretesa di comprendere la storia senza studiarla.
A Dio come postulato dell’etica preferisco un Dio postulato dall’estetica.
Per non pensare al mondo descritto dalla scienza l’uomo si ubriaca di tecnica.
Predicare il cristianesimo non consiste nel parlarne, ma nel parlare partendo da esso.
Sul Concilio Vaticano Secondo non sono discese lingue di fuoco, come sulla prima assemblea degli apostoli, ma un torrente di fuoco: Feuerbach.
Quando tutti vogliono essere qualcosa, l’unica scelta dignitosa è non essere nulla.
Per il cattolico progressista il cattolicesimo è il grande peccato del cattolico.
Nessuno si ribella contro l’autorità, ma contro chi la usurpa.
Soltanto lo stupido ha l’obbligo di avere ragione.
Soltanto il solitario si salva dal provincialismo.
La morte di Dio è un’opinione interessante, che però non riguarda Dio.
L’uomo di scienza si sente autorizzato a filosofare perché condivide alcuni termini con il filosofo.
Il vero cattolico dissimula la propria fede. Non perché se ne vergogni, ma perché non sia la fede a vergognarsi di lui.
La volgarità tipica di questo secolo è la pretesa di essere diversi dai nostri simili, essendo identici.
Il diavolo è troppo intelligente per essere razionalista, ma suggerisce oracoli razionalisti ai suoi devoti, perché lo venerino senza scrupoli.
Quale che ne sia la provenienza plebea, chi riesce a farsi adottare dal cattolicesimo medievale sembrerà di stirpe patrizia.
Il corpo è il racconto dell’anima.
giovedì 8 gennaio 2009
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