
PASSAGGIO COSCIENTE DALLA CORPOREITÀ FISICA ALL'AEROSOMATICA
Sdraiati comodamente a pancia in su sopra il letto, le braccia distese lungo i fianchi, le mani con le dita aperte e arcuate “tipo pianista”, le gambe leggermente divaricate coi piedi a V, occhi chiusi ma rilassàti, mascella “cascante”. Insomma, le tipiche premesse che qualsiasi istruttore di training autogeno ti farebbe: è la posizione standard per il rilassamento.
Ora immagina di trovarti nel posto e nella situazione in assoluto più confortevoli in cui tu ti sia mai ritrovata – o in cui desidereresti trovarti. Visualizzala in ogni dettaglio.
Non ho difficoltà a rivelartene una delle mie: una solida scogliera a promontorio sopra il mare acerbo; il vento fra i capelli e lo sciabordìo delle onde che si infrangono spumeggiando contro la roccia; l'erba irrorata di gocce di rugiada sotto i miei piedi nudi; il tepore del sole primaverile che mi carezza il volto; l'odore del mare che si mescola a quello dei primi fiori.
Ogni senso va ricreato: quanto più dettagliata è la simulazione, tanto più facile il proiettarcisi. L'obiettivo è quello di immedesimarsi naturalmente, scivolando in essa senza la minima forzatura.
Ora sei completamente rilassata. E libera, di volare nel tuo spazio senza confini.
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