Libera lo splendore prigioniero. Il tentativo è quello di attivare delle volontà, di far partire una scintilla che, raccolta da chi ci segue, crei una scarica permanente, un flusso. Verrà il momento in cui tutti gli sconvolgimenti cosmici si assesteranno e l’universo si aprirà per un attimo, mostrandoci quello che può fare l’uomo.

sabato 10 ottobre 2009

La via del Potere




Attraverso il cinema, ma prima ancora nei fumetti, DC e Marvell su tutti, si propongono all'attenzione di milioni di appassionati entusiasti, supereroi dai poteri incredibili, come quello del dominio sulla materia, sugli elementi, sulle menti. Sin da piccoletto divoravo Black Macigno, Mandrake, Dottor Strange, Lanterna Verde, Capitan Miki e l'immancabile, per ogni figliarello italiano, Tex Willer. Col tempo mi accorsi dell’infantilità dei loro caratteri, tranne eccezioni, della puerilità delle motivazioni e dei ragionamenti, del fatto che spesso siano pieni d’odio e cattivi sentimenti.
Trovo necessario puntualizzare che queste capacità non solo possono aver per sorgente o Dio, o la natura o il Demonio, ma sono per così dire il segno dell’avanzamento su una certa via dello sviluppo di sè. Ci sono possibilità di ascesi naturali ed innaturali.
Oggi, a livello pubblicistico, letterario come il caso di Harry Potter, come già accennato nel cinema con le saghe dei Fantastici 4 e gli X Men, si promuovono le possibilità della via del Potere, alimentando negli spettatori il desiderio di poteri e conoscenze sovrumane che dovrebbero portarli non ad un contatto con Dio o a benefici spirituali, ma solo e sempre ad un maggior potere materiale. Si noti bene infatti che non si fa alcun accenno a Dio in queste opere, ma tutte le vicende si svolgono solo nel piano del divenire, non in quello dell’Essere.

I grandi mezzi mediatici, la cui potenza informativa non può essere negata, stanno infatti operando per un nuovo cambiamento culturale: fare dimenticare Dio e far prendere gusto per i piaceri terreni, tra i quali il potere.
Se la civiltà occidentale ormai al tramonto ha per base ideale la legge di Dio, l’incipiente civiltà dell’Uomo padrone di sé ha per base l’esercizio dell’assoluta libertà personale con qualsiasi mezzo.
Ma cosa è questa via del Potere che si è citata? Un sentiero di sviluppo interiore di poteri straordinari per ottenere dominio materiale sugli esseri umani.
Un testo poco recente, scritto da Louis Pauwels, esoterista ed allievo di G.I.Gurdjieff dà indicazioni illuminanti: in «Monsieur Gurdjieff» Pauwels raccolse molte testimonianze ed osservazioni sull’insegnamento del mago georgiano.
Vi si legge: “Sono convinto che il retroterra sia vero, ossia che Gurdjieff abbia davvero una grande sapienza e la voglia di trasmetterla ad una o due persone che se ne rivelino degne. Insomma Gurdjieff conosce una via dello sviluppo interiore di sè, ma quale via? Mi viene spontaneo rispondere: ci sono due vie, una verso Dio ed una verso il Potere”.
E di quest’ultima via, oscura, luciferina il georgiano sembrava maestro, usando metodi
talvolta stupefacenti per far avanzare i discepoli: Pauwels lascia intendere che Gurdjieff tentava di sviluppare nei suoi studenti uno stato d’animo profondamente negativo, necessario per ottenere risultati.
“Pare che ci siano monasteri nella Mongolia dove non solo le parolacce, il brutto carattere e gli insulti sono strumenti di insegnamento, ma anche le corde e i pugni se necessario. ... Anche la vecchia Blavatsky insultava i suoi seguaci, non per vera intenzione, ma per provocare delle reazioni profonde in loro”.
Quale risultato avevano simili metodi?

Pauwels riportava che alcuni studenti dicevano che la pietà e la carità sono chiacchiere senza il Potere, perdevano la capacità d’amare, e pensavano solo più a tiranneggiare sul prossimo.
Dal libro si evince che questo metodo consisteva nel creare ed alimentare un fortissimo egoismo col pretesto di trovare un centro in se stessi, e una enorme ferocia.
Gli uomini normali, addormentati venivano considerati delle macchine, e dunque manipolabili a piacere, senza importanza.
Ciò che Pauwels ha descritto richiama alla mente i film di Star Wars, prodotti da George Lucas.
In essi infatti due gruppi di praticanti poteri sovrumani si danno battaglia senza quartiere, i Jedi ed i Sith. I Jedi traggono il loro potere dall’equilibrio e dalla purezza interiore, e sono i maestri del Lato Chiaro della Forza, mentre i Sith dalle passioni, e maestri del Lato Oscuro.
Le forti emozioni negative quali rabbia, odio, malignità e crudeltà incrementano l’abilità del praticante del Lato Oscuro: più forte è l’emozione provata, più grande è il potere di cui si dispone.
Ne risulta che il Lato Oscuro provoca una fortissima assuefazione, cioé quanto più ne si richiama il potere, tanto meno si riesce a staccarsene. L’uso massiccio di queste capacità produce deformazioni fisiche, perché l’odio e la rabbia necessarie come carburante del potere corrompono il corpo. La corruzione si estende poi anche nell’animo, perché le emozioni negative si sostituiscono ad ogni altro pensiero e diventano i soli sentimenti che il Sith prova realmente; in questo caso l’adepto lascerà ogni cosa e cercherà solo più il potere assoluto.
Anche la relazione maestro-apprendista viene pervertita sotto i Sith, perché tutti e due, spinti dalla propria ambizione, finiranno a combattersi in uno scontro mortale per guadagnare il titolo di Maestro. Per i Sith questa lotta è un bene, perché il più forte, e dunque il più adatto, comanderà.
L’amore per una donna viene evitato dai Sith, perchè i sentimenti di sacrificio ed altruismo che ne potrebbero sorgere sarebbero d'’ostacolo alla loro passione principale ed indebolirebbero la loro abilità. Insomma, la via del Potere come percorso interiore attuale, in un mondo che conosce sempre di meno i valori umani e sempre più l’uso indiscriminato della forza per risolvere le contese, allo scopo di dominare ferocemente gli altri: sembrerebbe adatta come base per la spiritualità alla rovescia di cui parlava Renè Guenon, nel suo libro Il Regno della Quantità e i segni dei tempi.

Per coloro che possono credere che sia veramente possibile guadagnare superpoteri in questo modo verrà naturale una domanda: quale sarà il prezzo da pagare per chi intraprenderà questa via?
Innanzitutto le capacità intellettive di base, ossia la salute mentale.
Pauwels riporta che un simile percorso, sviluppando un assoluto egoismo, porta “all’ottenebramento dell’intelligenza, ed anche a quello del comune buon senso”.
Ancora peggio, se le passioni disordinate dell’animo impediscono all’anima di ricevere la grazia salvificante di Dio, cosa accadrà a chi si immerge in esse completamente e volontariamente e poi le amplifica?
Lasciamo l’ultima parola a Pauwels: “Quando si giunge in fondo alla via, quando si raccolgono i frutti del Potere, non esiste più alcuna apertura dell’anima verso Dio. E’ come andare alla Festa Nuziale senza quel requisito indispensabile che è l’amore”.

7 commenti:

Vin ha detto...

ciao Angelo, leggendo i tuoi scritti volevo propio domandarti cosa ne pensavi di Gurdijeff, mi sembra da come lo citi (tramite un suo discepolo) un tipo lontano dall'amore cristico (eppure insegnava a migliorarsi)??.

Personalmente pensavo fosse un tipo il tuo maestro (quello che vendeva frutta).

ci potrebbero essere dei raffronti fra i due??
puoi raccontare qualcosa a proposito secondo la tua personale esperienza??

ANGELO CICCARELLA ha detto...

Gurdijeff è un personaggio problematico, e non mi sento di utilizzare categorie moralistiche come buono o cattivo. Vi sono delle indicazioni tecniche dell'armeno interessanti, che denotano una sua conoscenza non libresca ma sperimentale, e ciò è utile. Che fosse un tipo eccentrico fino alla prepotenza e alla ferocia, checché ne dica Battiato, è un fatto. Di lui credo che bisogna prendere l'essenziale e lasciare il superfluo. Quanto a qualche affinità col mio maestro fruttarolo, Scandurra, bè, ve ne sono. Bricconcelli entrambi, amanti del mangiare e del buon vino, pure. Per il resto, il mio mentore non amava costituire alcuna comunità, ma soltanto trasmettere a pochi il tanto che sapeva. Grazie per il tuo interesse, spero che continui in proficui scambi con me e con quanti ricercano il graal, comunque lo si voglia chiamare.

Vitae_ ha detto...

Ciao Angelo,

interessantissimo l'appunto su Gurdjieff, figura controversa, lo stesso allievo "prediletto", Ouspensky, ad un certo punto, non più convinto dei suoi metodi, se ne allontanò, come racconta alla fine di "Frammenti di un insegnamento sconosciuto".

Chissà, forse per quanto riguarda i "metodi" utilizzati, bisognerebbe vedere anche il contesto dell'epoca, il tipo d'uomo con cui si aveva a che fare.
L'insegnamento della Quarta Via è mutato col tempo,pur essendo basato su dei punti-base, ho trovato molto utile e interessante "Il Ricordo di Sè" di Robert Burton, che mostra un'impostazione diversa, più basata sulla trasmutazione delle emozioni e impressioni, anche attraverso la contemplazione di opere artistiche in stato di presenza.
Ecco, un concetto fondamentale di cui andrebbe fatto tesoro, per quanto riguarda la Quarta Via, è proprio il Ricordo di Sè. Forse è in quella prospettiva che andrebbe inquadrata l'affermazione che l' "uomo è una macchina". Ma sono mie congetture, solo in parte rinforzate da piccolissime esperienze o impressioni avute dagli esercizi di Presenza.

Ne approfitto per dirti che seguo sempre i tuoi blog, anche se quasi mai commento, le mie conoscenze non mi permettono di dire molto, dunque preferisco meditare su ciò che leggo piuttosto che sproloquiare. Mille grazie in ogni caso.

Un saluto

ANGELO CICCARELLA ha detto...

Caro Vitae mi sa proprio che tu sei più avanti sul cammino di tanti grafomani. Le tue considerazioni sono profonde perché derivate da esperienza e tu sai bene che il mio motto è: la verità è sperimentale. Il maestro armeno la sapeva lunga o almeno aveva imparato bene la lezione durante i suoi vagabondaggi tra guru, monaci e principi. Siamo accartocciati da troppe sovrastrutture e condizionamenti ideologici e culturali, per poterci definire uomini liberi. Ho 51anni e posso dirti che è stata dura per me lavorare su tale camicia di nesso. Continua a seguire la via. E non esser timido, scrivimi.

Vitae_ ha detto...

Angelo, ne approfitto per porti due domande che mi frullavano da un pò..
1)Dell'Antroposofia, Rudolf Steiner e Massimo Scaligero, che ne pensi? (forse lo chiesi già sul blog di Zret,ma non ricordo)

2) Nei blog che segui ho visto citato Intermatrix.. concordi con tutto ciò che è esposto lì? Leggendo gli articoli, se la memoria non mi inganna, l'esoterismo (e così le varie "vie") viene rifiutato in toto, e vari testi antichi considerati come frutto dagli Annunaki, e quindi rifiutati anch'essi.

Ciao : )

ANGELO CICCARELLA ha detto...

Intermatrix, affronta con coraggio certi argomenti scottanti. Però è pur sempre una visone riduzionista della realtà. Il versante esoterico non è di facile presa. Vi è ignoranza, o nessuna esperienza. Su Steiner, bè, lo considero una persona onesta, distaccatosi dalla Società teosofica non ha lasciato però alle ortiche quel mix di ideologia umanitaristica, evoluzionistica e reincarnazionista, tipica della congrega della medium e furbacchiona fondatrice. Steiner fu sostanzialmente un medium, sebbene avesse una buona base filosofica, non distinse le sue visioni personalissime con la dottrina. Buoni frutti furono comunque i rami collaterali dell'antroposofia applicata all'economia, l'agricoltura e la pedagogia. Un visionario spiritualista, ecco, e questo ha compromesso alcune sue buone intuizioni su l'Arcangelo Michele e il Graal. Su Massimo Scaligero c'è da rilevare una sua maggiore disciplina concettuale rispetto allo Steiner, sebbene seguisse il caotico indirizzo antroposofico. Fu maestro di molte persone che ne trassero giovamento e dirittura, e questo cara Vitae è tantissimo. Ce ne fossero oggi persone di spessore spirituale come quelle del secolo scorso. Ti consiglio semmai, un altro autore, sperimentale come prediligo, tale Paolo Virio. Puoi trovare i suoi libri con discreta facilità presso le librerie di settore. Il suo orientamento fu cristiano di un tipo un po' speciale, non dogmatico, diciamo esoterico.

Rivqah Ruth ha detto...

"Le avvincenti storie raccontate nella serie toccano le corde più profonde degli spettatori di tutte le età. Celata dietro molte delle affascinanti storie di Guerre Stellari si nasconde una quantità sorprendente di incredibili verità. Il conflitto centrale della serie, conseguente all’ascesa di una forza malvagia apparentemente invincibile, non è semplicemente una fantasia tipica del cinema fantascientifico. La storia risale a migliaia di anni fa e già in precedenza raccontata nelle pagine di un libro molto nominato ma sconosciuto alla maggioranza."http://intermatrix.blogspot.it/2008/03/le-vere-star-wars.html?m=1