
Citiamo per chiarezza un esempio di iniziazione alchemica che si è oggi molto diffusa: il reiki. Benché questa pratica venga comunemente descritta come l’apertura di canali di “energia cosmica”, ciò è errato. In realtà si tratta di una tecnica che permette di ottenere una strutturazione alchemica all’interno dell’organismo in grado di irradiare un’energia rigenerante attraverso le mani. L’equivoco nacque dal fatto che Mikao Usui, l’inventore del reiki, non aveva un’adeguata preparazione per comprendere quanto stava scoprendo, e soprattutto non aveva alcuna conoscenza di alchimia. Egli non fece altro che collegarsi, attraverso l’uso di alcuni simboli rinvenuti in un monastero tibetano, ad un campo di energia rigenerante realizzato alchemicamente in antichità. Ovviamente, non avendo le conoscenze per comprendere correttamente il fenomeno, non potè che interpretare la cosa in termini vagamente mistici.
Oggi, naturalmente, sono diffuse molte diverse forme di reiki, perché in seguito a Mikao Usui vari altri maestri, utilizzando differenti simbologie per arricchire la loro offerta, si sono collegati con altrettanti diversi campi di forze. La carica usata in queste scuole varia nel colore e nella qualità, tuttavia in nessun caso il reiki è mai stato portato al livello del Theerium, perché si rifà comunque alle tradizioni dell’alchimia asiatica, nelle quali l’incompleta conoscenza non ha permesso di realizzare un così elevato grado di purezza. Il reiki però, pur essendo un’iniziazione alchemica, non può in alcun modo essere considerato una via iniziatica; si tratta di una semplice pratica curativa.
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