Un gruppo eterogeneo di amici e studiosi di Zolla, ha realizzato un sito a lui dedicato. Una pecca c'è: mi son reso subito conto della totale mancanza di critica seria. Del resto mi aspettavo una sorta di beatificazione laica di un personaggio, di spessore senza dubbio, ma che proietta molte ombre sulla sua opera.
Diciamo subito che Zolla dagli anni '90 si è pian pianino rinco...(mi fa piacere pensarlo, escludendo altre derive) cioè quando ha incominciato a scrivere per i tipi dell'Adelphi, ovvero per la casa editrice più snob, radical chic, con i suoi caratteri bodoni e i colori pastellati delle sue copertine, che il mondo occidentale - e guardate amici, che non esagero - abbia mai avuto. Già, perché il direttore capo mega plus ultra Calasso, che dell'Adelphi è anche lo gnostico auriga, finissimo intellettuale figo, osannato dalla stampa che conta e dalla gente che conta, è punto di riferimento di scrittori, filosofi, scienziati, teologi che passano per eretici nei loro rispettivi campi. Il buon Zolla, studioso di caratura mondiale di miti, simboli, religioni ed esoterismi vari, ha incominciato la sua parabola discendente proprio accasandosi presso l'Adelphi; si è innamorato - lui, prima cultore di metafisica e di mistica - della realtà virtuale con le sue trappole e i suoi videogiochi, ha propagandato un tantrismo sbrindellato e mistificato alla Danielou, insomma, si è sintonizzato con quella conventicola di stregoni adelphiani per dirigersi verso frequenze infrarosse della psiche, pericolose per lui e per i suoi lettori. Non arrivo alle sparate complottistiche di un Blondet, il quale vede nella casa editrice Adelphi una setta satanica di ispirazione gnostica, capace di condizionare la società costruendo un egregore - uno stato d'animo collettivo - prodotta dai suoi sulfurei libri. Nella mia voluminosa biblioteca posseggo decine di libri Adelphi. Li ho letti e studiati e non mi sono fatto tuttavia ipnotizzare da chicchessia, basta per questo un minimo di spirito critico. Comunque, per tornare a Zolla, mi è assai dispiaciuto di questo suo rinco...ma tantè. Vi consiglio il suo Che cos'è la tradizione, Adelphi ed., tra i migliori studi sulla filosofia perenne, scritto con stile pirotecnico ed ispirato.
www.elemirezolla.net
Nessun commento:
Posta un commento