
Senza vis polemica mi rivolgo al passato amico di formidabili discussioni e profonde condivisioni. Il cammino dello spirito pone gerarchie, non qualitative ma funzionali. Il pellegrino di mille contrade conosce la fatica del passo, il pericolo del buio e la gioia della visione. Il vecchio pellegrino non è mai stanco perché conosce mille taverne per rifocillarsi, e gli basta un minuto per capire chi gli sta di fronte. Perciò può insegnare al giovane aspirante il ritmo, la cadenza, i segnali necessari a viaggiar spediti e senza intoppi. Bisogna provare per conoscere e la conoscenza è viscerale, la senti dentro. Quello che so non l'ho imparato ne a scuola ne sui libri, ho sentito, veduto, masticato, sperimentato, sofferto. Ho incontrato sbroccati, mitomani, cialtroni, mistificatori, saggi e folli e da tutti ho ricevuto un frammento di verità, da tutti ho percepito la sofferenza nascosta. Ho una sola certezza: Dio.
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